Un frutto di stagione della nostra terra: il corbezzolo, la ciliegia d’autunno.

riviera-del-conero1-1024x408C’è una lingua di roccia bianca, sormontata da un fitto bosco bruno, che si spinge e si protende fiera e maestosa verso il mare. Essa disegna uno spettacolare tratto di costa alta e bianca che si dispiega in insenature e piccole grotte, gettando a tratti ombre scure sull’azzurro mare Adriatico. Chissà come doveva apparire, in un lontano passato, al naufrago in fuga dai clamori e dai pericoli della guerra che incendiava la Grecia e il Peloponneso, quel tratto di terra dall’altra parte del mare.Per qualcuno, forse, quel monte apparentemente impervio poteva apparire come una nuova minaccia,fonte di nuovi pericoli; per altri significava approdo in una terra nuova e silenziosa, significava rifugio, salvezza, nascondiglio,significava sfuggire alle lame nemiche e riposo dalle tempeste. Per altri ancora, infine, significava scoperta, speranza e la possibilità di iniziare, partendo da lì, una nuova vita. Ma cosa nascondeva quel bosco e cosa poteva offrire ? Chiunque, allora come oggi,  fosse approdato su quel tratto di costa bianca in autunno e avesse affrontato la salita verso il monte, fino a disperdersi nel bosco, sarebbe stato accolto dalla festa rassicurante dei colori di una distesa di  alberelli puntellati di tante sfere rosse e piccole campanelle bianche… i colori di “casa”, di un sapere  che continua. Ben conoscevano, infatti, i Greci quegli alberi dai frutti rossi  che, se mangiati in quantità, regalavano un senso di ebrezza e di vertigine, e le cui foglie dai poteri curativi per il corpo, se macerate nell’acqua bollente avevano un potere curativo anche per l’anima, inebriandola e ubriacandola fino alla risata. E alla vista di quei sempreverdi, non potevano che risuonare nelle loro memorie le dolci note dei flauti che dai quei tronchi, attraverso il lavoro di mani sapienti, avevano preso vita.

E’ a questo alberello  il CORBEZZOLO, che quella lingua di roccia, ovvero il nostro Monte Conero deve il suo nome : Conero significa “monte dei corbezzoli”, derivando dal greco κόμαρος kòmaros, corbezzolo . Una pianta sempreverde ( che  può raggiungere anche un’altezza di 10 metri) della famiglia delle Ericaceae, che oggi adorna persino molti giardini e che vi porta , in autunno e primo inverno, i colori della primavera, delle ciliegie, tanto che in alcune regioni d’Italia il corbezzolo è conosciuto col nome di ceraso marino. Tutto il  territorio intorno al monte Conero  ne era, e ne è ancora, assai ricco, come testimonia lo stemma della Provincia di Ancona in cui troviamo raffigurato un ramo di corbezzolo con due frutti, immagine che a sua volta riprende quella di una moneta greca locale del III secolo a.C.

I corbezzoli sono  frutti antichi e dalla lunga storia: miti, credenze,testimonianze scritte, e persino odi, sono stati nel tempo ad essi dedicati.
A partire dagli antichi Romani che pensavano che avessero poteri magici, e da questo discende un rito popolare che dice che porti fortuna appendere in casa un ramoscello con tre frutti.Il potere magico del corbezzolo non era legato solo alle sue proprietà terapeutiche. Infatti, per la particolarità del corbezzolo di fiorire e di fruttificare  all’inizio dell’inverno, gli antichi  romani vedevano, in questa contemporanea presenza di fiore e frutto, il compimento del ciclo della Natura intesa come divinità e per questo lo consideravano l’albero sacro di Carna, sorella di Apollo. La statua della dea, rappresentata con un ramoscello di corbezzolo in mano, veniva posta di fronte alla porta di casa per impedire l’ingresso agli spiriti maligni.

Il corbezzolo rappresentava  anche l’augurio di immortalità e per questo spesso veniva usato per adornare le tombe funebri: Virgilio nella sua Eneide, descrive una ghirlanda sempreverde di corbezzolo quale giaciglio funebre di Panante, compagno di Enea. Ma  altri poeti romani hanno citato il corbezzolo nelle loro opere .Il poeta Ovidio parla del corbezzolo descrivendo l’età dell’oro e dice che la terra “produceva ogni cosa da sé e gli uomini, appagati dai frutti nati spontaneamente, raccoglievano corbezzoli, fragoline, corniole, more nascoste tra le spine dei rovi….”. Plinio il Vecchio, invece, non amava il corbezzolo tanto che raccomandava di non piantarlo vicino agli alveari in quanto conferente un sapore amarognolo al miele.Lo chiamava “unedo”, nome che ancora oggi è rimasto nella classificazione scientifica, Arbutus unedo, che sta a significare “unum tantum edo” cioè ne mangio uno solo; il frutto secondo lui era così insipido o aspro che bastava mangiarne uno solo.( Per me, che ne sono ghiotta, significa “è così buono che già uno solo può bastare per appagare il gusto!!).

Il corbezzolo è stato eletto piantArbutus-unedo-corbezzolo tricolorea nazionale dell’Italia, ovvero uno dei simboli patrii italiani: con le sue foglie verdi, i suoi fiori bianchi e le sue bacche rosse richiama infatti la bandiera d’Italia. Per questo motivo la pianta di corbezzolo incominciò a essere considerata simbolo dell’Italia già nell’Ottocento, durante il Risorgimento. Al corbezzolo Pascoli dedicò l’ode omonima, dove riprende la vicenda di Pallante già raccontata da Virgilio.Pallante, figlio di Evandro e alleato di Enea contro Turno, re dei Rutuli, viene ucciso e il suo feretro adornato con i rami del corbezzolo ricchi nello stesso tempo di bianchi fiori e di rossi frutti.Per questo motivo Pascoli vede in questa pianta, che adorna il feretro del giovane, il primo Tricolore e nel giovinetto Pallante il primo eroe caduto per l’Italia.

A questa pianta dall’aspetto gioioso, viene ora attribuito il significato della stima, mentre i suoi fiori sono il simbolo dell’ospitalità.

PROPRIETÀ  e USI DEL CORBEZZOLO 

La medicina popolare utilizza da sempre il corbezzolo per le sue proprietà curative. L’elevata concentrazione di tannino, insieme ad altri principi costituenti, lo rende un efficace rimedio naturale.

La parte della pianta che presenta maggiori proprietà e quindi benefici per la salute umana, è data dalle foglie che contengono molti tannini, steroli e gomme, ma soprattutto derivati fenolici quali  l’arbutina, l’arbutoside la quercetina, la monotropeina e la geniposide. Gli usi terapeutici delle foglie ( fatte essiccare e poi utilizzate sotto forma di infusi e tisane, oppure in decotti) riguardano la loro funzione astringente, antidiarroica, antinfiammatoria per il fegato, le vie biliari e l’intero apparato circolatorio; antispasmodico per l’apparato digerente e le vie biliari; e infine come diuretico, antisettico e antinfiammatorio delle vie urinarie.Il decotto delle foglie di corbezzolo può avere un impiego topico come tonico per la pelle e, grazie al suo potere astringente,  è particolarmente indicato per il trattamento della couperouse e per la cura dei capillari dilatati, nonché astringente dei pori .

I frutti  sono eduli e sono caratterizzati da una polpa carnosa e gialla, con un gusto dolce e al contempo acidulo; essi possono essere mangiati al naturale, con zucchero e limone o sotto spirito, ma presentano anche tante altre varianti, potendo essere trasformati in confetture, gelatine, canditi, sciroppi, infusi, vini e liquori, e perfino acquavite e aceto. Ponendo le bacche a macerare fino alla fermentazione si ottiene un vino detto “vino di Corbezzolo”, leggermente frizzante e molto gradevole. Anche i frutti hanno proprietà antisettiche, antinfiammatorie, astringenti, diuretiche e depurative. Il frutto contiene circa il 15% di zuccheri, pectine, luppolo, arbutina, flavonoidi, vari steroli e vitamine, tra cui la vitamina C e la vitamina  E. Famosi anche per il loro potere inebriante è sconsigliato mangiarne grandi quantità da crudi, producono infatti un senso di ubriachezza e vertigine.

I fiori offrono alle api un nettare di ottima qualità, ma non tutti gli anni viene garantita la produzione del miele. Ciò è dovuto al fatto che durante i mesi autunnali più freddi, le api cessano la loro attività. Il miele , molto amaro, e molto costoso, perchè difficile da reperire, è considerato un prodotto di pregio ed esclusivo di alcune località, quali appunto il Monte Conero, la Sardegna,la Toscana, la Corsica. Viene utilizzato da molti secoli per la cura delle affezioni ai bronchi e per alleviare il mal di gola, nonché come astringente e disinfettante delle vie urinarie.

Il legno dell’albero del corbezzolo è compatto e omogeneo, ottimo per essere lavorato al tornio e intarsiato, ma meno adatto ai lavori di falegnameria perché fragile. La combustione del legno di corbezzolo è ottima e si ricava da essa un eccellente carbone molto utilizzato nella cottura delle carni e dei pesci per le sue proprietà aromatiche. La corteccia,invece, data l’elevata presenza di tannino, veniva utilizzata per la concia delle pelli.

….e in cucina?

Da estimatrice del corbezzolo, li preferisco freschi e maturi: la loro consistenza e quel contrasto agrodolce  evocano in me sensazioni di calda sensualità ed accoglienza. Ma questo frutto crudo va consumato con moderazione, per non incorrere in nausee e vertigini.  Vi sottopongo allora tre proposte  “fatte in casa” che possono essere anche un regalo originale per gli amici: l’aceto al corbezzolo, il liquore di corbezzolo e limone, e la marmellata di corbezzoli.

Ingredienti e istruzioni per l’aceto:
  • 1manciata corbezzoli poco maturi
  • 5foglie alloro
  • 1lt aceto bianco
  1. Introducete i corbezzoli e le foglie di alloro in una bottiglia.
     
  2. Versate l’aceto, chiudete bene e riponete in un luogo fresco asciutto e al buio. Con il passare del tempo , i corbezzoli diventeranno maturi all’interno della bottiglia, e diventeranno di un bel colore rosso vivo, molto decorativo.
     
  3. Lasciate riposare per tre settimane prima dell’utilizzo
    LIQUORE DI CORBEZZOLO E LIMONE  (tradizione sarda)
  • 2 limoni biologici
  • 400gr di corbezzoli maturi
  • 2 chiodi di garofano
  • 2bicchieri alcool a 90°
  • 200gr zucchero
  • 200ml acqua
    1. Lavare e asciugare i corbezzoli e i limoni. Ai limoni togliere solo la buccia gialla.
    2. In un vaso di vetro ermetico, pulito e già sterilizzato, mettere le bacche di corbezzolo, le bucce dei limoni ed i chiodi di garofano.
    3. Coprire con l’alcol.
    4. Lasciare a macerare per un mese, in un luogo buio e fresco.
    5. Dopo 30 giorni, preparare uno sciroppo con acqua e zucchero.
    6. Filtrare il contenuto del barattolo in un altro vaso pulito con un canovaccio a trama stretta.
    7. Aggiungere lo sciroppo e lasciare riposare per altri 15 giorni sempre al buio.
Passate queste 2 settimane, filtrare di nuovo con il canovaccio pulito ed imbottigliare.

Questo liquore può essere servito a fine pasto come digestivo

 

MARMELLATA DI CORBEZZOLO

 
  • 1kg corbezzoli maturi e in polpa
  • 700gr zucchero
  • 1 buccia di limone
  • 1bicchiere acqua
  Istruzioni
 
  1. Lavare velocemente  i corbezzoli e cuocerli, a fuoco lento,per 15 minuti circa.Quindi setacciateli con un passino in modo da eliminare i semi.
     
  2. Mescolare la purea ottenuta e aggiungere lo zucchero, un bicchiere d’acqua e la buccia di limone tagliata a fettine, facendo attenzione ad eliminare la parte bianca del limone.
     
  3. Rimettere a cuocere sul fuoco lentamente, a fiamma bassa, mescolando spesso fino a far diventare il composto denso.
     
  4. Invasare ancora calda nei barattoli sterilizzati in precedenza.
     
  5. Lasciate raffreddare a coperchio aperto e chiudete ermeticamente.
     
    Da conservare in luogo fresco ed asciutto. Buona su pane e burro, come pure per realizzare un’insolita crostata autunnale.

 

Ebbene, ora non vi è venuta voglia di andare a fare una passeggiata sul Monte Conero per fare “provvista”?

 

Informazioni su Rosarita Cipriani

Professional gestalt counselor, svolge attività privata presso il suo studio; separata, madre di tre figlie , si occupa particolarmente di aiutare ed accompagnare le donne nel loro processo di rinascita ed evoluzione post separazione.È presidente della cooperativa sociale di inserimento lavorativo " Incontro di Mani",curando progetti di Intelligenza Emotiva nel lavoro di gruppo; Responsabile, per le Marche,dei progetti formativi dell'Associazione Amnis,rivolti alle aziende e alle grandi/piccole comunità. Conduce gruppi di consapevolezza e padronanza emotiva e di pratica del metodo WELL e gruppi di kindness ' counseling per la crescita sociale. Collabora con uno studio di MG ( medicina generale). Ancona, via Brecce bianche 55/a Tel. 3920010081
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